Studio Associato di Ingegneria Ambientale di Guido Scarano ed Alessandro Scoccia
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Disoleatori per autorimesse e simili

Gli impianti di separazione delle sospensioni oleose (disoleatori) sono regolamentati dalle norme UNI EN 858-1 e UNI EN 825-2. Quest’ultima, in particolare, raccomanda l’uso dei disoleatori per la separazione dei liquidi leggeri (ad esempio benzina e petrolio) dalle acque di scarico delle aziende che producono reflui oleosi o dispongono di superfici inquinate da residui oleosi per i quali sorge l’obbligo del trattamento delle acque di lavaggio e di quelle meteoriche di dilavamento, quali ad esempio i distributori di carburante, le officine meccaniche, i depositi di prodotti/scarti, i parcheggi di automezzi, ecc. La relazione concerne la serie di disoleatori progettati dallo Studio Associato di Ingegneria Ambientale per il trattamento delle acque di lavaggio, mentre quelli adibiti al trattamento delle acque meteoriche di dilavamento sono descritti nel presente sito alla scheda “Disoleatori per distributori, depositi e simili”. I disoleatori si contraddistinguono per la dimensione nominale (NS) che nella applicazione in esame coincide con la massima portata in l/s accettabile. La relativa serie, specificata nella tabella sottostante, comprende separatori monovasca con setto ripartitore (NS 3/6/10) e a due vasche (NS 15/20) realizzati con l’impiego di vasche monoblocco prefabbricate in c.a.v. a pianta circolare munite di solette di copertura pedonale o carrabile.


Sia nella configurazione monovasca che in quella a due vasche, vengono ricavati due comparti preposti rispettivamente alla separazione e all’accumulo dei solidi pesanti (fango, limo, sabbia, ecc.) e dei liquidi leggeri (benzina, petrolio, ecc.) i quali devono essere periodicamente rimossi tramite autospurgo. I disoleatori sono equipaggiati con valvola di chiusura automatica a galleggiante, contenitore di raccolta dell’olio separato e filtro a coalescenza. In virtù di quest’ultimo, i disoleatori della serie sono separatori di classe I (coalescenti) secondo la definizione del prospetto 1 della UNI EN 858-1 e, stante la certificazione del costruttore, sono in grado di disoleare le acque fino ad un contenuto dell’olio residuo non superiore a 5 mg/l.
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    1. Introduzione

    Gli impianti di separazione per liquidi leggeri, detti comunemente disoleatori, sono regolamentati dalla norma UNI EN 858-1 (Principi di progettazione, prestazione e prove sul prodotto, marcatura e controllo qualità) e dalla norma UNI EN 858-2 (Scelta delle dimensioni nominali, installazione, esercizio e manutenzione). In particolare, la norma UNI EN 858-2 raccomanda l’uso dei disoleatori per la separazione dei liquidi leggeri (ad esempio benzina e petrolio) dalle acque di scarico delle aziende che producono reflui oleosi o dispongono di superfici inquinate da residui oleosi per i quali sorge l’obbligo del trattamento delle acque di lavaggio e di quelle meteoriche di dilavamento, quali ad esempio i distributori di carburante, le officine meccaniche, i depositi e i parcheggi di autoveicoli, ecc.
    La presente relazione concerne la serie di disoleatori progettati specificatamente per il trattamento delle acque di lavaggio delle pavimentazioni di garages, scantinati, ecc. mentre quelli destinati al trattamento delle acque meteoriche di dilavamento sono descritti nella relazione relativa agli impianti per distributori, depositi e simili.


    2. Caratteristiche costruttive e funzionali dei disoleatori della serie

    I disoleatori si contraddistinguono per la loro dimensione nominale (NS) definita dal punto 3.7 della UNI EN 858-1 come il numero, senza unità, approssimativamente equivalente alla portata massima dell’effluente in l/s proveniente dal separatore quando sottoposto a prova come da 8.3.3. In prima approssimazione, si può accettare che la dimensione nominale di un disoleatore coincida con la massima portata in l/s ad esso adducibile. La serie di disoleatori prefabbricati comprende cinque tipologie impianti di separazione per liquidi leggeri di dimensioni nominali fino a NS 20 realizzati con l’impiego di vasche monoblocco prefabbricate in cemento armato vibrato a sezione circolare.

    Come si evince dalla tabella sovrastante, i disoleatori di dimensioni minori (NS 3/6/10) sono realizzati con l’impiego di una singola vasca recante un setto interno, mentre quelli di dimensioni maggiori (NS 15/20) sono composti da due vasche collegate fra di loro.


    2.1 Configurazioni costruttive

    In ambedue le configurazioni costruttive sopradette, vengono ricavati due comparti separati di cui il primo (sedimentatore) è preposto alla separazione e all’accumulo dei solidi pesanti (fango, limo, sabbia, ecc.), mentre il secondo (separatore) provvede alla separazione e all’accumulo dei liquidi leggeri (benzina, petrolio, ecc.).
    Nella composizione grafica che segue è raffigurato il disoleatore NS 3 che, fra i separatori della serie, è quello più comunemente impiegato per il trattamento delle acque di lavaggio delle pavimentazioni di garages, scantinati, ecc.


    In quanto segue sono descritte le caratteristiche tecniche delle vasche di contenimento dei disoleatori e delle attrezzature installate al loro interno.


    2.2 Caratteristiche delle strutture di contenimento

    vasca di contenimentoTutte le vasche utilizzate per la costruzione degli impianti sono realizzate a getto in soluzione monoblocco con l'impiego di cemento e ferro controllati in stabilimento e quindi forniscono la massima garanzia di tenuta idraulica e stabilità strutturale. Nella posa in opera, le vasche vengono interrate a livello della condotta di drenaggio delle acque meteoriche e ricoperte con solai di copertura carrabile o pedonale recanti aperture munite di chiusino in ghisa di classe adeguata e sufficienti in numero e disposizione a garantire agevolmente la possibilità di ispezione e di spurgo del disoleatore.
    soletta di copertura

    Vasca di contenimento e soletta di copertura


     

    2.3 Caratteristiche delle attrezzature interne

    I disoleatori della serie sono separatori di classe І (separatori coalescenti) secondo la definizione del prospetto 1 della norma UNI EN 858-1, realizzati e certificati in conformità con i principi di progettazione e le procedure di prova stabiliti dalla suddetta norma.

    Secondo il punto 6.5.3 della UNI 858-1, a meno di specifiche autorizzazioni di deroga da parte delle autorità locali, gli impianti di separazione devono essere dotati di dispositivi di chiusura automatica. In ottemperanza a tale disposizione, i disoleatori della serie sono equipaggiati con una valvola a galleggiante per la chiusura automatica della condotta di entrata nel comparto di separazione in caso di eccesso di olio. La valvola è completamente realizzata in acciaio inossidabile ed è costituita da una scatola al cui interno scorre un piatto trainato da due galleggianti tarati in modo da galleggiare sull'acqua e sprofondare nell'olio. Il piatto occlude le asole di comunicazione con il comparto se il volume dello strato di olio galleggiante supera il limite di norma (10 NS in litri secondo il punto 6.5.2 della UNI EN 858-1).

    In quanto separatori di classe І, i disoleatori della serie sono dotati di un filtro a coalescenza che provvede a rimuovere dall'acqua le microparticelle oleose che sfuggono alla separazione per gravità. Il filtro, innestato sulla tubazione di uscita dal comparto di separazione, consiste in un blocco di polietilene espanso confinato in una gabbia aperta su tutti i lati meno che su due pareti laterali che sono chiuse da lamiere di acciaio zincato. Sull'estremità inferiore di una delle due lamiere di chiusura del filtro a coalescenza è innestata la condotta di uscita, di modo che l'acqua chiarificata può fuoriuscire dal disoleatore solo attraversando il filtro con flusso discendente. Fra il fondo del filtro e quello della vasca è alloggiato il dispositivo di controlavaggio costituito da un circuito realizzato con tubi forati alimentato da un compressore d'aria.

    Completa le attrezzature in dotazione ai disoleatori il contenitore per la raccolta e l'accumulo dell'olio separato per galleggiamento, costituito da un serbatoio cilindrico in PVC o metallico di idonea capacità recante un rubinetto di presa con valvola ad apertura manuale sommerso per una profondità pari allo spessore limite dello strato d'olio galleggiante ammesso dalla norma.


    2.4 Modalità di funzionamento

    I disoleatori della serie operano come segue. Le acque da trattare si immettono nel sedimentatore dove i solidi sedimentabili (fango, limo, sabbia, ecc.) si depositano sul fondo mentre l’acqua decantata e le sospensioni oleose (oli, idrocarburi, ecc.) defluiscono nel separatore attraverso il tubo di collegamento. Qui tali sospensioni risalgono in superficie mentre la sottostante acqua chiarificata attraversa il filtro a coalescenza e si immette nella condotta di scarico. Nell’attraversamento del filtro, le microparticelle oleose sfuggite al galleggiamento e trascinate dall’acqua coalescono formando sospensioni più consistenti che si separano risalendo in superficie. Se lo strato di olio galleggiante supera il limite di norma, pari a 10 NS, la valvola a galleggiante chiude il collegamento fra il sedimentatore ed il separatore. Prima che si verifichi tale evento, è necessario provvedere al travaso dello strato di olio galleggiante nello specifico contenitore di accumulo previo apertura della valvola del rubinetto di presa. Quando il contenitore è pieno occorre provvedere alla estrazione e all’allontanamento dell’olio ivi contenuto tramite autospurgo nel caso contestualmente con la rimozione del fango sedimentato nel comparto di sfangamento. Periodicamente è altresì necessario effettuare il controlavaggio del filtro a coalescenza in modo da evitare che l’eccessivo intasamento del mezzo filtrante provochi un innalzamento del livello dell’acqua nel separatore.
    Così conformati e attrezzati, nelle condizioni di carico compatibili con la loro dimensione nominale, i disoleatori della serie sono in grado di rimuovere le sostanze oleose presenti nell’acqua fino ad un contenuto dell’olio residuo non superiore a 5 mg/l che equivale al limite di emissione degli idrocarburi totali di cui alla tabella 3 dell’allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. n. 152/2006 per lo scarico delle acque reflue industriali nei corpi idrici superficiali.


    3. Criteri di dimensionamento.

    Le dimensioni nominali dei disoleatori della serie sono certificati dal costruttore ad esito delle prove eseguite tramite le apparecchiature e le procedure specificate dal punto 8.3.3 della UNI EN 858-1. La dimensione nominale NS del disoleatore da impiegare nella specifica applicazione deve essere determinata dal progettista mediante la seguente metodologia di calcolo.


    3.1 Calcolo della portata massima delle acque reflue

    Per il lavaggio con acqua derivata da punti di prelievo a bassa pressione (tipicamente il lavaggio di pavimentazioni con acqua dei rubinetti) la portata massima delle acque reflue si calcola mediante la relazione (3) della UNI EN 858-2 di seguito riportata:

    Qs = √ P / 4 Qs (4 bar)          (1)

    dove:

    Qs   è la portata massima delle acque reflue in l/s;
    P    è la pressione di alimentazione dei punti di prelievo in bar;
    Qs (4 bar)   è la portata massima in l/s ad una pressione di alimentazione di 4 bar, data dalla somma delle portate dei singoli punti di prelievo da determinare tramite la tabella 2 sottostante.

    Le portate dei vari punti di prelievo devono essere contabilizzate in ordine sequenziale partendo dal punto a diametro nominale maggiore.


    4.2 Calcolo della dimensione nominale del disoleatore

    La dimensione nominale NS del disoleatore, così come definita dal punto 3.7 della UNI EN 858-1, viene calcolata mediante la relazione (1) della UNI EN 858-2 di seguito riportata:

    NS = fx fd Qs         (2)

    dove:

    Qs      è la già calcolata portata massima delle acque reflue in l/s;
    fx        è il fattore di impedimento, fx = 2;
    fd       è il fattore di densità dell'olio inquinante il cui valore minimo raccomandato è specificato dal prospetto 3 della stessa norma riepilogato nella tabella 3 sottostante.


    La dimensione nominale da assegnare al disoleatore è quella uguale o immediatamente superiore al valore calcolato tramite la relazione (2) compresa nella lista delle dimensioni preferenziali di cui al punto 5 della UNI EN 858-1.

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