Studio Associato di Ingegneria Ambientale di Guido Scarano ed Alessandro Scoccia
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Vasche antincendio


1. Introduzione

La serie di vasche antincendio descritta nel presente contesto è realizzata con l’impiego di vasche monoblocco prefabbricate in cemento armato vibrato costruite e allestite dalla Cancellotti s.r.l. presso il proprio stabilimento di Perugia su progettazione dello Studio Associato di Ingegneria Ambientale. Le vasche possono essere installate fuori terra oppure possono essere interrate a qualsiasi profondità essendo corredate di solai di copertura carrabile o pedonale recanti le dovute aperture di ispezione munite di chiusini in ghisa di classe adeguata. In ogni caso, essendo realizzate a getto in soluzione monoblocco, le vasche forniscono la massima garanzia di tenuta idraulica, di resistenza strutturale e di durata nel tempo. Come specificato nella sottostante tabella, i manufatti impiegati comprendono quattro tipologie di vasche a pianta rettangolare di capacità fino a 52000 l. Tale limite può essere superato adottando più vasche affiancate fra di loro e messe in comunicazione tramite tubazioni di collegamento di fondo innestate sulle pareti tramite manicotti filettati annegati nel cemento che forniscono la massima garanzia di tenuta idraulica.



Le vasche sopra specificate possono essere adibite al solo accumulo dell’acqua (serbatoi di accumulo) o possono essere attrezzate, presso lo stesso stabilimento di produzione dei manufatti, con gruppi di pompaggio per servizio antincendio (sistemi integrati per l’alimentazione idrica).






Tali gruppi vengono in genere installati in un apposito locale tecnico che viene ricavato nella stessa vasca contenente tutto o parte del serbatoio di accumulo dell’acqua tramite interposizione di un setto trasversale interno realizzato a getto in continuità con le pareti e il fondo della vasca.

A titolo di esempio sulle modalità di collegamento delle vasche e di anticipazione su quanto sarà di seguito esposto riguardo ai sistemi integrati di alimentazione idrica, nelle sottostanti fotografie è raffigurata la prima delle 33 stazioni di alimentazione degli impianti antincendio che la Cancellotti s.r.l. sta realizzando per conto della CIAB Soc. Coop. nell’ambito dei lavori di risistemazione delle gallerie ANAS Lombardia. Nella specifica applicazione (galleria "Malpensa IV") il capitolato richiedeva la realizzazione di una stazione di alimentazione idrica, da installare fuori terra, comprensiva di serbatoio di accumulo dell’acqua con capacità utile di 96 m3 e gruppo di pressurizzazione composto da una elettropompa di servizio e una motopompa di riserva più pompa jockey. Inoltre la stazione doveva essere dotata di un sistema antigelo sia per l’acqua stazionante nel serbatoio di accumulo sia per quella circolante nella rete di distribuzione idrica dell’impianto antincendio.



La stazione è stata realizzata con l’impiego di quattro vasche VA/38900 di cui una è stata in parte utilizzata come serbatoio di accumulo dell’acqua e in parte come locale di installazione dell’unità di pompaggio.

A meno di diversa indicazione da parte del committente, le vasche antincendio della serie vengono completamente allestite in stabilimento fino al giunto di innesto con la tubazione di mandata alla rete idrica di distribuzione dell’impianto antincendio. Una vota allestite, le vasche vengono trasportate in cantiere unitamente alle solette di copertura. A tal fine non è necessario un trasporto eccezionale in quanto le dimensioni esterne delle vasche (larghezza 2,5 m, altezza 2,5 m) consentono il trasporto ordinario. Prima dell’arrivo delle vasche, in cantiere dove deve essere predisposta la platea di appoggio (massetto di cemento armato) se l’installazione è fuori terra ovvero lo sbancamento a misura e il piano di posa (strato di sabbia, magrone o soletta di cemento a seconda della consistenza del terreno) se l’installazione è interrata. Tramite una gru di adeguata portata vengono calate le vasche e sistemate le solette di copertura, quindi viene effettato il collegamento dal fondo fra le vasche (nel caso di serbatoi di accumulo dell’acqua plurivasche) e infine viene effettuato il rinfianco con lo stesso materiale di riporto (nel caso di installazione interrata). Quale che sia la tipologia dell’installazione (interrata o fuori terra) e della vasca antincendio (monovasca o plurivasca) la sua posa in opera richiede meno di una giornata lavorativa.

2. Criteri di dimensionamento dei sistemi di alimentazione idrica.

L’alimentazione idrica degli impianti antincendio è regolamentata in generale dalla norma UNI EN 12845, punti 9 e 10, relativamente agli impianti sprinkler e dalla norma UNI 10779, appendici A e B, relativamente agli impianti a idranti e a naspi.
Il tipo di alimentazione idrica (singola, singola superiore, doppia, combinata) nonché la conformazione e il dimensionamento dei suoi componenti (serbatoio di accumulo dell’acqua, locale e gruppo di pompaggio) dipendono dall’impianto antincendio che deve essere alimentato ed in particolare dalle sue caratteristiche idrauliche (portata e prevalenza di erogazione, durata dell’alimentazione) che devono essere definite in sede di progetto in funzione della pericolosità dell’area da proteggere (livelli di pericolosità 1, 2 e 3 per gli impianti a idranti ed equivalenti classi di pericolo LH, OH, HHP e HHS per gli impianti sprinkler) e del tipo di protezione (interna, esterna) che si vuole attuare.
La tabella sottostante, elaborata sulla base delle succitate norme UNI, consente di prevedere in prima approssimazione il livello di pericolosità di una determinata attività e i requisiti minimi del sistema di alimentazione idrica richiesto per il relativo impianto antincendio.


I prospetti A.1, A.2 e A.3 dell’appendice A della UNI EN 12845 contengono gli elenchi dettagliati delle classificazioni di pericolo minimo per varie attività. Queste tabelle, unitamente ai dati riportati nelle appendici B e C della stessa norma, possono essere utilmente impiegati per la valutazione dei livelli di pericolosità o delle classi di pericolo delle attività non specificatamente regolamentate dalle vigenti norme di prevenzione incendi. Per le attività regolamentate, viceversa, l’impiego di tali tabelle può essere insufficiente se non fuorviante.
Sulla base del prospetto B.1 della UNI 10779, è stata elaborata la sottostante tabella dove, per ogni tipo di impianto a idranti o a naspi, sono riportati il volume di accumulo e la portata di alimentazione richiesti dalla norma ed è individuato il rispondente modello di sistema integrato per l’alimentazione idrica fra quelli compresi nella serie. A titolo indicativo, è riportato in tabella il gruppo di pompaggio prodotto dalla Lowara. Sistemi di configurazione diversa da quelli di serie vengono realizzati su specifica indicazione del progettista.

3. Caratteristiche costruttive dei sistemi integrati per l’alimentazione idrica.

I sistemi integrati di alimentazione idrica per installazioni interrate sono tipicamente costituiti da una vasca monoblocco prefabbricata in cemento armato vibrato a pianta rettangolare da 52000 l (2,5 x 10 m, H 2,5 m) suddivisa, tramite due setti trasversali interni, in tre comparti di cui il primo è adibito a varco di accesso per gli operatori, il secondo a locale per l’unità di pompaggio e l’ultimo a serbatoio di accumulo dell’acqua.
A solo titolo indicativo, nella figura sottostante sono riportati i disegni costruttivi del sistema integrato per l’alimentazione idrica SA/2I che, come si evince dalla precedente tabella, è dimensionato per alimentare tre idranti con una portata di 120 l/min ciascuno per una durata di 60 min.


I sistemi integrati di alimentazione idrica per installazioni fuori terra sono conformati come quelli interrati con la differenza che, essendo superfluo, il varco di accesso al locale per l’unità di pompaggio viene sostituito con una porta praticata direttamente su una parete della vasca e il locale viene collegato per gravità con la rete fognaria per cui viene omessa l’installazione delle pompe di drenaggio. Inoltre, le tre pareti del locale pompe confinanti con l’ambiente esterno sono realizzate con murature di calcestruzzo armato alleggerito con argilla sì da conseguire i requisiti di resistenza al fuoco richiesti dalle norme.

A titolo indicativo, nella figura sottostante sono riportati i disegni costruttivi del sistema integrato di alimentazione idrica SA/2I per installazioni fuori terra.

Ove necessario, il comparto adibito a serbatoio di accumulo dell’acqua può essere collegato dal basso ad altre vasche in modo da realizzare capacità superiori, come evidenziato dai sottostanti disegni costruttivi del sistema integrato di alimentazione idrica SA/7I per installazioni fuori terra.


I disegni riportati nel presente paragrafo costituiscono gli elaborati grafici forniti dallo Studio Associato di Ingegneria Ambientale ai Committenti a corredo degli impianti senza alcun onere aggiuntivo sul costo delle forniture.

4. Conformità alle norme dei sistemi integrati per l’alimentazione idrica.

Il flocculatore-flottatore monoblocco è una macchina completamente realizzata in acciaio inossidabile le cui caratteristiche costruttive e funzionali sono illustrate dall’allegato schema di flusso e descritte in quanto segue per ogni singola unità operativa.

4.1 Accesso al locale per l’unità di pompaggio.

L’accesso al locale per l’unità di pompaggio è conforme alle disposizioni di cui al punto 4.2 della UNI 11292.


Nei sistemi integrati per l’alimentazione idrica destinati alle installazioni interrate, l’accesso al locale per l’unità di pompaggio consiste in varco verticale costituito da un’ intercapedine antincendio larga 0,9 m a cui si accede tramite una scala rettilinea avente larghezza di passaggio utile di 0,8 m con pedata e alzata di 22 cm, come disposto dal prospetto 1 della UNI 10804 stante la classificazione della UNI 10803. L’intercapedine è separata dal locale pompe mediante una parete in muratura di resistenza al fuoco REI 60 contenente una porta di accesso, di larghezza 0,8 m e altezza 2 m, realizzata in materiale incombustibile e omologata ai sensi del D.M. 14 dicembre 1993. Stante la definizione di intercapedine antincendio data dal punto 3.1 della UNI 11292, il varco di accesso al locale pompe deve confinare superiormente con spazio scoperto ed avere aperture di aerazione di superficie non minore del 60 % dell’area di base. Pertanto, una volta interrata la vasca, il varco deve essere riparato dalla pioggia tramite una struttura da realizzare in opera in conformità con la definizione di “spazio scoperto” data dal punto 3.9 della UNI 11292.
Nei sistemi integrati per l’alimentazione idrica destinati alle installazioni fuori terra, l’accesso al locale per l’unità di pompaggio avviene direttamente da strada scoperta attraverso una porta praticata sulla parete frontale (o laterale su richiesta del committente) della vasca contenente il comparto adibito a locale pompe. La porta, di larghezza 0,8 m e altezza 2 m, è realizzata in materiale incombustibile ed è omologata dal costruttore ai sensi del D.M. 14 dicembre 1993.

4.2 Locale per l’unità di pompaggio.

Secondo il punto 10.3.1 della UNI EN 12845 il locale per l’unità di pompaggio deve essere utilizzato unicamente per la protezione antincendio e deve avere una resistenza al fuoco non minore di 60 min.
Nei sistemi integrati per l’alimentazione idrica interrati, il locale pompe è delimitato da due pareti laterali confinanti con il terreno (o con altre vasche) nonché dal solaio di copertura e dai due setti trasversali che separano il locale dal varco di accesso e dal serbatoio di accumulo dell’acqua. Tutti gli elementi strutturali che non confinano con il terreno (solaio di copertura e setti divisori) posseggono uno spessore medio non inferiore a 130 mm e una distanza dell’asse delle armature dalla superficie esposta non inferiore a 10 mm. Secondo i dati della tabella D.6.3 dell’allegato D al D.M. 9 marzo 2007, tali elementi sono classificati di resistenza al fuoco REI 60.
Nei sistemi integrati per l’alimentazione idrica installati fuori terra, il locale pompe è delimitato da tre pareti laterali confinanti con l’esterno oltre che dal solaio di copertura e dal setto di separazione del locale dal serbatoio di accumulo dell’acqua. Fermo restando quanto già esposto per il solaio di copertura e il setto separatore, le pareti confinanti con l’esterno sono realizzate con murature di calcestruzzo armato alleggerito con argilla composte da costolature di spessore 12 - 14 cm che intelaiano zone di alleggerimento di spessore 8 cm. Secondo i dati della tabella 2 della Circolare ministeriale n. 91 del 14 settembre 1961, gli elementi strutturali in calcestruzzo leggero di tale spessore possono essere classificati pareti tagliafuoco.
Oltre alla già detta certificazione di omologazione delle porte, rilasciata dalla ditta costruttrice, la classe di resistenza al fuoco degli elementi strutturali di confinamento del locale per l’unità di pompaggio è certificata, ai sensi dell’art. 4 del D.M. 16 febbraio 2007, da un tecnico iscritto negli elenchi del Ministero dell’interno di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818.
La tipologia costruttiva e le dimensioni del locale per l’unità di pompaggio sono conformi alle disposizioni di cui ai punti 5.1 e 5.2 della UNI 11292.


Il locale pompe ha una altezza di 2,4 m lungo tutta la pianta. Se il gruppo di pompaggio è costituito da una sola pompa (più eventuale pompa jockey) questa viene accostata ad una parete laterale della vasca in modo da realizzare su tre lati (due frontali ed uno laterale) spazi di lavoro di dimensione non inferiore a 0,8 m. Se il gruppo è composto da due pompe, queste vengono accostate alle due pareti laterali contrapposte in modo da ricavare centralmente uno spazio comune di lavoro di larghezza non inferiore a 0,8 m.
Le caratteristiche funzionali del locale per l’unità di pompaggio con riguardo ai dispositivi di illuminazione, riscaldamento e drenaggio sono conformi alle disposizioni di cui al punto 6 della UNI 11292.
Il locale è dotato di un impianto di illuminazione di 200 lux che garantisce 25 lux per 60 min anche in assenza di illuminazione di rete.
Nel locale è installato un termoconvettore programmato per mantenere la temperatura minima dell’ambiente interno a non meno di 4°C, ove siano presenti solo elettropompe, ovvero di 10 °C qualora nel locale siano presenti anche motopompe, evitando al contempo condizioni di umidità maggiori dell’80%.


Ove non sia possibile realizzare un collegamento a gravità con la rete fognaria, adeguato allo scarico di una perdita d’acqua di almeno 20 m3/h, nel locale viene ricavato un pozzetto di fondo dove vengono installate due pompe di drenaggio (di cui una di riserva) ad avviamento automatico ciascuna erogante una portata di 10 m3/h. Una delle due pompe è collegata ad un soccorritore di emergenza in grado di assicurarne il funzionamento anche in assenza di alimentazione elettrica di rete per almeno 30 min. Nello stesso pozzetto di fondo è installata una sonda rilevatrice di acqua a pavimento il cui segnale, unitamente al segnale di anomalia e funzionamento delle pompe di drenaggio, è inviato ad un quadro elettrico attrezzato con morsetti per il rinvio dei segnali di allarme ad un luogo presidiato.


Per quanto non prescritta da nessuna norma, la tenuta stagna del locale che ospita l’unità di pompaggio è una regola basilare di buona tecnica che viene osservata scrupolosamente sia nella fase di costruzione della vasca che nella fase di installazione del gruppo di pompaggio. Il setto di separazione fra il locale pompe e il serbatoio di accumulo dell’acqua viene realizzato a getto in continuità con le pareti e il fondo della vasca ed è attraversato dai tubi di aspirazione delle pompe mediante un sistema a flange serrate con guarnizione. Poiché nella posa in opera il solaio di copertura viene accuratamente sigillato alle pareti del locale, quest’ultimo risulta del tutto garantito contro eventuali infiltrazioni di acqua provenienti sia dal serbatoio di accumulo che dalle precipitazioni meteoriche.

A solo titolo illustrativo si ricorre alla già citata stazione di alimentazione dell’impianto antincendio a servizio della galleria "Malpensa IV" per illustrare la conformità del locale per l’unità di pompaggio alla UNI 11292 con riguardo ai dispositivi adottati per l’aerazione del locale in presenza di una motopompa (punto 5.4) e per la relativa alimentazione (punto 7.2) nonché per l’evacuazione dei fumi di scarico (punto 6.5).

Il gruppo di pompaggio è composto da due pompe di cui una elettropompa di servizio, abbinata ad una pompa jockey, ed una motopompa di riserva ad avviamento automatico. Come stabilito dalla norma, le pompe sono accostate alle due pareti laterali contrapposte del locale in modo da ricavare centralmente uno spazio comune di lavoro di larghezza non inferiore a 0,8 m.La motopompa è azionata da un motore diesel raffreddato ad aria diretta avente una potenza di 22 kW ed è servita da un serbatoio di contenimento del combustibile di alimentazione del motore allocato in un contenitore di seconda sicurezza in grado di trattenere il pieno di combustibile in caso di fuoriuscita accidentale. Il serbatoio è provvisto di tubo di sfiato portato all’esterno a un’altezza di 2,5 m dal piano di riferimento. Nello stesso locale è installato il gruppo di pompaggio preposto al ricircolo dell’acqua nella rete di distribuzione idrica dell’impianto antincendio al fine di prevenire la formazione di ghiaccio. Il gruppo è composto da due pompe di superficie (di cui una di riserva) e dal relativo circuito di ricircolo conformato in modo da non interferire con quello di mandata delle pompe di’alimentazione in caso di avviamento di quest’ultime.
Il locale è aerato naturalmente mediante una apertura permanente di superficie maggiore di 0,1 m2 dotata di griglia protettiva che è praticata sulla parete frontale e quindi affaccia direttamente su spazio scoperto (nel caso dei sistemi di alimentazione idrica interrati, l’apertura è realizzata sul setto di separazione fra il locale pompe e il varco di accesso e quindi affaccia su intercapedine antincendio).



Poiché il gruppo di pompaggio comprende una motopompa azionata da un motore diesel raffreddato ad aria diretta con potenza minore di 40 kW, il locale è attrezzato con un estrattore forzato dell’aria, avente una capacità di estrazione in m3/h pari a 100 volte la potenza installata in kW, il cui avvio è comandato automaticamente dall’avviamento del motore diesel e il cui funzionamento è garantito anche in assenza di alimentazione da rete elettrica per 60 min da un soccorritore di emergenza. L’estrattore è montato sulla parete frontale del locale mentre su quella opposta è realizzata una apertura di immissione dell’aria di superficie netta maggiore di 0,15 m2.
I fumi prodotti dalla motopompa vengono scaricati all’esterno del locale tramite una tubazione dotata di collegamento flessibile al motore e isolata termicamente che, dopo aver attraversato la parete laterale, si eleva al di sopra del solaio di copertura del locale ad una altezza di 2,5 m dal piano di riferimento. La tubazione ha diametro non inferiore a quello di uscita dalla marmitta ed è conformata con il numero di variazioni di direzione strettamente indispensabili (tre) tutte realizzate tramite curve a largo raggio. La tubazione è provvista di pozzetto di raccolta della condensa con relativo tappo di fondo e di parapioggia e griglia di protezione in corrispondenza della sezione terminale.
In via generale, il quadro elettrico principale di distribuzione e i quadri di controllo delle pompe, così come le batterie asservite ai soccorritori e al motorino di avviamento della motopompa (ove presente), sono installati nel locale per l’unità di pompaggio. In alcune installazioni, come quella sotto raffigurata della stazione di alimentazione idrica dell’impianto antincendio a servizio della galleria “Malpensa IV", la realizzazione e il montaggio dell’impianto elettrico nel suo complesso possono risultare particolarmente impegnativi.


I quadri di controllo e le relative pompe sono garantite e certificate dalla ditta fornitrice (nella fattispecie la Lowara). Il quadro di distribuzione, così come il montaggio degli elettrocomponenti ed i relativi collegamenti elettrici, sono realizzati e certificati da una ditta abilitata in assoluta conformità con le disposizioni di cui ai punti 10.8.3 e 10.8.4 della UNI EN 12845 nonché in rispondenza di tutte le norme vigenti in materia di sicurezza delle installazioni degli impianti elettrici.

4.3 Serbatoio di accumulo dell’acqua

il serbatoio di accumulo dell’acqua è totalmente o parzialmente ricavato nella vasca composita che contiene anche il varco di accesso (per le installazioni interrate) ed il locale per l’unità di pompaggio e confina con quest’ultimo tramite un setto che, essendo realizzato a getto in continuità con il fondo e le pareti della vasca, garantisce la perfetta tenuta idraulica contro possibili infiltrazioni di acqua nel locale.


Nel caso particolare della stazione di alimentazione dell’impianto antincendio a servizio della galleria “Malpensa IV", la parte di accumulo dell’acqua ricavata nella vasca composita e tutte le restanti vasche ad essa collegate sono attrezzate con una pompa sommersa e con il relativo circuito di movimentazione antigelo dimensionato per evitare la formazione di ghiaccio con temperature esterne fino a - 15 °C. Tutte le vasche adibite ad accumulo dell’acqua sono impermeabilizzate internamente con una doppia mano di resina epossidica.
Le suddette misure di impermeabilizzazione e di protezione antigelo dell’accumulo sono state intraprese solo in considerazione dell’eccezionalità dell’opera in quanto, trattandosi di manufatti monoblocco prefabbricati in cemento armato vibrato, le vasche impiegate posseggono caratteristiche intrinseche di tenuta idraulica e di termoresistenza sufficienti a garantire le prestazioni richieste per la specifica applicazione.
Nelle applicazioni più ricorrenti, il serbatoio di accumulo dell’acqua è accessoriato con le attrezzature necessarie per il funzionamento e la manutenzione della vasca antincendio. Tali attrezzature sono:

- una valvola meccanica a galleggiante montata sulla diramazione di alimentazione della rete idrica e dimensionata in base al diametro della tubazione;
- un indicatore di livello dell’acqua leggibile dall’esterno costituito da una sonda misuratrice e relativo display di lettura completo di due soglie di allarme con uscita a relè;
- se richiesto dal committente, una scaletta di accesso alla vasca del tipo a pioli con protezione anticaduta.

Il dimensionamento del serbatoio di accumulo dell’acqua è regolamentato dal punto 9.3 della UNI EN 12845. In particolare, in base al punto 9.3.2.3, la minima capacità effettiva dell’accumulo è data dal prodotto fra i valori richiesti di portata e durata dell’alimentazione idrica dell’impianto antincendio. Tale capacità viene valutata considerando il volume compreso fra il livello della superficie libera nelle vasche che compongono l’accumulo e il livello minimo determinato dai franchi specificati dal prospetto 12 del punto 9.3.5 (distanza A del livello minimo dalla sezione di sbocco delle tubazioni di aspirazione delle pompe e distanza B di tale sezione dal fondo della vasca).

Ove necessario, la capacità effettiva del serbatoio di accumulo viene incrementata installando all’imbocco delle tubazioni di aspirazione delle pompe un inibitore di vortici il cui impiego consente di ridurre a 0,1 m la distanza A sopradetta diminuendo di conseguenza il franco da detrarre al volume della vasca nel computo della capacità effettiva. Come dice lo stesso nome, l’inibitore di vortici ha la funzione di impedire la formazione di vortici, ed il conseguente trascinamento dell’aria, riducendo e uniformando la velocità di imbocco dell’acqua nella tubazione di aspirazione della pompa. Il dispositivo impiegato a tal fine è completamente realizzato in acciaio inossidabile ed è costituito da due piastre circolari, dimensionate secondo i dati del già citato prospetto 12, che delimitano una serie di alette radiali di convergenza del flusso verso la tubazione di aspirazione.
Il punto 9.3.4 consente l’impiego di un serbatoio di accumulo di capacità ridotta qualora il rincalzo operato automaticamente dall’acquedotto sia sufficiente a ripristinare la capacità completa come sopra calcolata. In tal caso, l’accumulo viene accessoriato con due valvole automatiche a galleggiante montate in parallelo sulla tubazione di alimentazione su cui è innestata una derivazione munita di valvola di intercettazione e flussimetro per il controllo della portata erogata dall’acquedotto. Al riguardo, il punto A.1.7 della UNI 10779 dispone che, ove impiegato a servizio di impianti a idranti, il serbatoio di accumulo di capacità ridotta deve avere un volume utile almeno pari al 50 % del valore nominalmente richiesto.
Sia nelle installazioni interrate che fuori terra del sistema di alimentazione idrica, il gruppo di pompaggio è posizionato rispetto al serbatoio di accumulo dell’acqua di modo che i livelli degli assi delle pompe di alimentazione sono ampiamente al di sotto di 2/3 del volume utile dell’accumulo e non sono a più di 2 m al di sopra del livello minimo dell’acqua. Pertanto, in base alle indicazioni del punto 10.6.1 della UNI EN 12845, le pompe sono installate sottobattente in ottemperanza alla raccomandazione del suddetto punto.

5. Sistemi di alimentazione idrica con pompe sommerse

Il punto 10.6.1 della UNI EN 12845 stabilisce che le installazioni con pompe sommerse dovrebbero essere evitate e usate solamente dove non è praticabile una installazione con pompe di superficie. Questo può succedere quando:

- lo spazio di installazione disponibile non consente l’impiego di un sistema integrato di alimentazione idrica con pompe di superficie ma può essere sufficiente per un sistema con pompe sommerse considerato il suo minore ingombro;
- la prevalenza richiesta al gruppo di pompaggio è troppo elevata per le pompe di superficie mentre può essere erogata da quelle sommerse.

Nell’applicazione sotto raffigurata, le tre pompe (due elettropompe più una pompa jockey) componenti il gruppo di pompaggio sono installate con asse orizzontale sul fondo della vasca di accumulo dell’acqua appoggiate su apposite selle di supporto. Tramite speciali golfari e relative corde di sollevamento, le pompe possono essere estratte a vasca piena per le operazioni di manutenzione.


Il circuito di mandata e di ricircolo dell’acqua è alloggiato sopra una parte dell’accumulo sostenuto da un grigliato metallico solidale con un cordolo di cemento armato appoggiato sul bordo superiore della vasca. A sua volta, il cordolo sorregge una particolare struttura monoblocco prefabbricata in cemento armato vibrato che realizza il vano di alloggio del circuito nonché il rialzo al piano di campagna e la relativa copertura, carrabile o pedonale, recante quattro aperture munite di chiusini in ghisa di classe adeguata. La restante parte della vasca è coperta con un solaio, anch’esso carrabile o pedonale, su cui è praticata una apertura di ispezione con relativo torrino di rialzo e chiusino di copertura al piano di campagna. Il quadro elettrico è posizionato fuori terra in un apposito vano di alloggiamento.

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